Appalti pubblici e privati dei servizi di sicurezza. Le conclusioni in Fiera SICUREZZA 2023

Si è tenuto giovedì 16 novembre il seminario organizzato da securindex per fare il punto sugli appalti pubblici e privati dei servizi di sicurezza dopo gli interventi della magistratura che hanno determinato aumenti importanti del costo del lavoro e quindi delle tariffe dei servizi ausiliari alla sicurezza.
Il commento dell'avv. Francesca Grillo, che ha moderato la prima parte del seminario:

Quali sono stati i presupposti di questo confronto senza precedenti tra le diverse parti interessate dagli appalti dei servizi di sicurezza?
L’incontro del 16novembre si inserisce nel programma di seminari già avviato da securindex sulle conseguenze per il mercato dei servizi di sicurezza delle note vicende giudiziarie.
La prima parte, che ho avuto il piacere di moderare, è nata con l’obiettivo di esaminare la situazione con l’occhio dell’avvocato amministrativista esperto in appalti pubblici. Ho quindi invitato gli avv.ti Gianluca Formichetti e Riccardo Bianchini con cui ho condiviso parti del mio percorso professionale.
Abbiamo voluto, quindi, dare spunti pratici agli operatori del settore in relazione alle conseguenze di tali provvedimenti. L’obiettivo era quello di aprire un dibattito franco, provando a bypassare le barriere di ruoli (committenti e appaltatori) e, soprattutto, di linguaggio.
La semplificazione del linguaggio (e del messaggio) si rende necessaria perché il tema affrontato non è una mera speculazione tecnica, ma ha ripercussioni sulla vita pratica dei committenti e degli operatori.
Spesso si parla degli istituti di vigilanza come entità astratte, ma in realtà sono fatte di persone che ogni giorno fanno vivere l’azienda, cercano opportunità di business: sbagliare la redazione di un’offerta significa mettere a repentaglio lo stipendio dei lavoratori e il futuro delle loro famiglie.

Qual è stato il focus del dibattito?
Il commissariamento delle aziende è stato l’effetto più eclatante operato dalla magistratura, ma l’aver messo in discussione lo stesso ccnl (si veda la ormai nota pronuncia della Cassazione del 2 ottobre 2023) ha disorientato gli operatori che, da una parte devono formulare un’offerta, dall’altra devono costruire una base d’asta a prova non solo di ricorso sulla legittimità (innanzi al TAR), ma anche nel merito della reale capacità di un costo commessa di garantire al lavoratore la dignità tanto auspicata. Inoltre, eventuali provvedimenti amministrativi o penali, conseguenti ai fatti di cui ci occupiamo, potrebbero avere ripercussioni sulla partecipazione alle gare.

Abbiamo quindi ripercorso un ideale “filo rosso” seguendo lo svolgimento della gara, iniziando dalla formulazione dell’offerta, quindi approfondendo il concetto di “moralità professionale” collegata al mancato assolvimento degli oneri contributivi gravanti sul datore di lavoro, a cura dell’avv. Formichetti, approfondendo poi il tema dal punto di vista penalistico, fornitoci dall’avv. Antonio Pagliano, a porci la domanda che riecheggia tra le imprese colpiti dal commissariamento: si può modificare in aumento il prezzo di un contratto pubblico in corso di esecuzione?
Risposta difficile da fornire alla luce del quadro normativo vigente; sul tema l’avv. Bianchini ha argomentato mettendo in rilievo il concetto di “equilibrio contrattuale” presente nel nuovo Codice degli Appalti Pubblici, da poco entrato in vigore.
Questo spunto ha aperto il dibattito sul concetto di “anomalia dell’offerta”: le pronunce che esaminiamo stanno provando a fornire nuovi parametri di sostenibilità e credibilità dei prezzi dei servizi di vigilanza a cui si auspica che le stazioni appaltanti si attengano nella valutazione complessiva dell’offerta.
L’avv. Ezio Moro ha poi offerto, su questo punto, un approfondimento su ccnl e tabelle ministeriali.

Abbiamo poi concluso insieme all’avv. Daniele Ricciardi (ASSORUP) sulla necessità della formazione delle stazioni appaltanti e alla dott.ssa Giulia Mazzeo (ICMQ - CERSA) sull’importanza delle certificazioni come tutela del committente, come ad esempio le nuove norme UNI 11925:2023 e UNI 11926:2023 relative ai servizi ausiliari alla sicurezza.

Quali sono le conclusioni, dal suo punto di vista?
I provvedimenti che abbiamo commentato - anche visti dal lato della committenza privata nella seconda parte magistralmente condotta dal dott. Giuseppe Mastromattei - prendendo in prestito il “metodo baconiano” – rappresentano la “pars destruens” operata dalla magistratura, purtroppo a colpi di scure e non in punta di fioretto. I dibattiti sul tema auspichiamo che siano l’inizio della “pars construens”, attraverso uno scambio delle conoscenze che possa fornire i giusti strumenti.
Ma la costruzione deve avvenire ad opera di tutti, con una chiamata alla responsabilità degli operatori e dei committenti. Non ci sono protagonisti e comparse, non ci saranno “altri”, la magistratura, il legislatore o impersonali “aziende del settore” a fare “ciò che si deve”; ognuno dovrà monitorare l’evolvere degli scenari, secondo le sue competenze, e contribuire fattivamente al cambiamento.

(In caso di riproduzione citare la fonte)

 

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